lunedì 23 marzo 2015

Mense scolastiche: facciamo il punto in Italia

Quali sono i punti critici nel sistema ristorazione scolastica italiano? 
Cosa si può fare per migliorarne la qualità in termini di alimentazione e di impatto ambientale? 
Qual è il ruolo delle Commissioni Mensa? 

Nell’attuale sistema di ristorazione collettiva la distanza tra gli utenti e le fasi di produzione del cibo è diventata profonda. L’economia del cibo si è globalizzata e i luoghi della produzione sono sempre più lontani da quelli di consumo. Le crisi economica, ecologica, agricola e finanziaria hanno imposto un modello di sviluppo agricolo che ha trasformato il cibo in una merce al pari di altre, al punto da scambiarla sui mercati finanziari.

Grazie all’evoluzione della normativa in materia di appalti pubblici, promossa dalla Commissione Europea, le istituzioni che esaminano le offerte delle aziende fornitrici devono valutare non solamente il prezzo, ma anche le eventuali esternalità positive o negative di un certo modo di produrre e distribuire il cibo. Un’azienda può proporre un pasto in mensa con un prezzo più basso ma se questo si traduce in un impatto negativo sui lavoratori, o sul territorio, allora il vero costo da considerare è più alto e l’amministrazione appaltante deve poter valutare se non ci siano offerte complessivamente più vantaggiose.
Come  già esposto in un precedente post, anche l’Italia di recente si è attivata per far sì che per la ristorazione collettiva sia regolata da clausole contrattuali più stringenti, inserendo nei bandi di gara i  cosiddetti CAM, Criteri Ambientali Minimi.

A svolgere un ruolo di stimolo e di indirizzo sono le Commissioni Mensa - costituite da amministratori locali, insegnanti e genitori - il cui ruolo è di fondamentale importanza per promuovere una mensa giusta e sostenibile.

Proponiamo la lettura di un dossier messo a punto da Actionaid che ben sintetizza la situazione italiana: leggi qui.


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